Incredibile il tempo perso, il tempo aspettato, il tempo inutile. Poi, citando SXM “certe svolte là, in un attiimo” arriva il tempo, e pulisce la ruggine dei secoli trascorsi ad aspettare, nel vagare un po’ come un’anima in pena, da cane zoppicante bastonato al buio passare al cielo di “i miei vecchi elettori”, grazie Teho Teardo, sei un gigante o almeno lasciatemelo vedere così. Un grande merita un grosso grazie, mentre attorno è lotta, mentre c’è la crisi, mentre c’è un obama, mentre c’è ancora il divo, qualcuno lo racconta e lo suona, molto bene, bene.
Adesso so che non c’è da aspettare, se ascolto bene, non ho bisogno di risentire quanti passi ho fatto, ma il rumore di qulli che farò.
Dimanticare password, chiudere software, fere la punta a una matita, farla bene, senza fretta, assaggiare la calma, e vedere come “sono ancora qui”, dove il foglio bianco è una certezza che non rimarrà tale per molto.
Cose di qualche anno fa, dedicata a Franz e alla Caffè Sport
Avevo la faccia meno ruvida
e un sorriso un po’ più stupido
per scegliere il cielo
di una canzone alla radio
Senza sentirmi vecchio guardo indietro
e non ricordo più e mi chiedo “cosa”
e il “se dovessi…”
La voglia di vedere tutto e tutti
senza mai uscire dal pigiama.
Chiudere gli occhi e poi le mani
chiedere un bacio e poi un altro
La luce calda nei capelli
al caldo di un parcheggio
tra colonie e baci stanchi
di maestrine e aghi di pino
riflessi dei fuochi delle vedove d’estate
sull’acqua a San Lorenzo
tra le cabine il colore di bandiere
mai più abbastanza rosse
Esci dall’acqua che ti aspetta
un abbraccio ruvido
tutto ciniglia e sabbia
e il: - hai le mani viola! -
Cabine ingorde hanno fatto indigestione
di plastica e olio al betacarotene
mente a scavar nelle rughe dei bagnini
un remo dopo l’altro
il sapore di rotonde
che non fanno più sognare
Quando dal mare arriva
il sale e l’odore della tua pelle
Compleanno andato, mi è avanzata in un angolo del cervello la voglia di comprarmi un iPod shuffle (niente di più, promesso, non è il momento di spendere, lo so), solo un iPod da “installare” alle mie cuffie GI (SkullCandy). eBay mi viene incontro con un asta agli sgoccioli, confronto altre proposte ma ritorno alla prima che ho incontrato. Tra pochi minuti il verdetto…
Ecco come sono rimasto davanti a un messagio che ho ricevuto su facebook, fermo, un messaggio da una amica che non vedevo da più di 10 anni, mi fa richiesta di amicizia (che in questo caso sarebbe da chiamare ri-amicizia?) poi mi lascio prendere dai ricordi..
…e lì mi sono rimasto immobile,
nel frattempo sono proseguiti i post più assurdi e poco utili, che tanto possono raccontare tutto e niente, che possono servire alle ricerche di mercato, ma che non cambiano niente e quindi perchè non farli? Ormai ci gioco, ma quel messagio non era solo un post, non ho voglia di parlarne in piazza di ricordi, è stato peggio di una foto, i ricordi mi ha fregato.
Devo ancora rispondere.
C’è tempo, o almeno c’è stato tempo, e pure tanto e adesso che non ci sarà più? O almeno adesso sembrerà tempo diverso, con FB potremo curiosare su di noi, certo non ripara la distanza temporale.
Non potrà ridarmi il “chissà” per tutti i pensieri spesi nello sperare di rincontrsi, di rivedersi, per fare 2 chiacchiere. Per riconoscersi.
Come non riconoscere tanta saggezza, mi meraviglio di Vittorio, come fa a rimanere impassibile nell’ascoltare la purezza romagnola di questi consigli… mah!